Mi capita spesso che chi mi chiama per una parete dipinta abbia già in testa “un murale”, quando in realtà quello che sta cercando è molto più semplice: un colore diverso, una zona della casa che si distingua dalle altre, qualcosa che renda quella stanza riconoscibile. Il murale vero e proprio — un disegno, una scena, un soggetto preciso — è un’altra cosa, e vale la pena capire la differenza prima di iniziare.
Una tinteggiatura decorativa lavora con la texture e il colore: velature, effetti materici, passaggi di tono. Un murale lavora con l’immagine, e cambia il tipo di preparazione e i tempi. Cambia spesso anche chi lo realizza. Dipingo paesaggi urbani, elementi naturali, soggetti floreali e, a volte, figure per le camerette. Ogni soggetto ha una sua logica di esecuzione, diversa da quella del muro accanto trattato a spatola.
La parte che sottovalutano quasi tutti è la parete stessa. Un intonaco irregolare, umido, o con vecchie tinte sintetiche sotto, condiziona il risultato prima ancora che io tocchi un pennello. Per gli esterni — facciate, meridiane, superfici esposte — il discorso si complica ulteriormente: servono pitture e finiture pensate per resistere a sole, pioggia e sbalzi termici, non prodotti da interno riadattati. Ho visto facciate dipinte bene sbiadire in due stagioni perché il supporto o i materiali non erano quelli giusti.
Poi c’è la parte che mi interessa di più, quella del soggetto. Un murale in una cameretta non è un poster da parete: deve tenere conto della luce della stanza, di dove sta il letto, di quanto quella scena resterà attuale nel tempo — un bambino cresce, i suoi gusti cambiano, e io cerco sempre soggetti che reggano quel passaggio senza sembrare fuori posto tra due anni. Su una facciata storica o su una superficie con elementi esistenti il punto di partenza cambia: prima si verifica che cosa può essere conservato, che cosa è possibile modificare e quali autorizzazioni servono. Se la superficie è tutelata, il lavoro va progettato insieme alle figure abilitate.
Quando qualcuno mi descrive l’idea che ha in testa, la prima cosa che gli dico è che il risultato dipende da tutte queste variabili insieme — superficie, stato della parete, complessità del soggetto, interno o esterno. La durata del risultato si decide prima di iniziare a dipingere: nella preparazione del supporto, nella scelta dei materiali e nella loro compatibilità con quella parete.


